INDAGINE DESK del Laboratorio di Governance and Innovation in Culturale Heritage (GICH Lab) dell’Università Roma TRE
di Maria Antonietta Cipriano, Paola Demartini
Il presente contributo costituisce l’analisi desk del progetto di ricerca applicata «Le Reti del Territorio». L’obiettivo è ricostruire il quadro socioeconomico, normativo e scientifico entro cui operano gli undici sistemi museali della Regione Lazio (9 territoriali e 2 tematici), fornendo le basi epistemologiche per le successive fasi di ricerca empirica. La ricognizione dei contesti territoriali è organizzata attorno a sei dimensioni analitiche: tendenze della domanda culturale; peso del settore culturale e paesaggistico nella promozione territoriale; caratteristiche dell’offerta culturale per residenti, comunità professionali e turismo; relazione con le comunità locali e politiche di inclusione; rapporti con il sistema produttivo; capacità di promozione del turismo lento e sostenibile. L’analisi integra fonti statistiche ufficiali (ISTAT, MiC, Ministero del Turismo, Intesa Sanpaolo), documenti normativi nazionali e internazionali (ICOM, Convenzione di Faro, LUQV, PNRR Cultura) e letteratura scientifica in ambito museologico, economico-culturale e organizzativo. Emergono tre assi prioritari di indagine: inclusione sociale, sostenibilità ambientale e integrazione musei-territorio. I risultati evidenziano profonde asimmetrie territoriali nella distribuzione dei flussi culturali, una strutturale bassa partecipazione museale della popolazione residente e un significativo potenziale ancora inespresso dei sistemi museali provinciali come strumenti di sviluppo locale.
Parte prima
Questa prima parte ricostruisce il quadro teorico, normativo e metodologico entro cui si colloca il progetto «Le Reti del Territorio», proponendo una lettura sistemica dei sistemi museali del Lazio alla luce delle profonde differenze economiche, culturali e territoriali che attraversano la regione. L’analisi evidenzia come il Lazio costituisca un caso particolarmente significativo per lo studio delle reti museali contemporanee, segnato dalla forte polarizzazione dei flussi culturali su Roma e dalla marginalizzazione relativa dei territori provinciali e delle aree interne. Emergono con chiarezza alcuni elementi distintivi della ricerca: la produzione, per la prima volta, di dati disaggregati a livello provinciale e di sistema museale; l’integrazione tra approccio museologico, analisi socioeconomica e governance culturale; la costruzione di strumenti conoscitivi e operativi orientati alle esigenze concrete delle reti museali regionali. La sezione mette inoltre in evidenza il cambiamento di paradigma introdotto dalle policy culturali internazionali — inclusione, sostenibilità, partecipazione delle comunità — restituendo una lettura critica delle undici reti museali del Lazio come infrastrutture culturali profondamente intrecciate ai contesti identitari e territoriali in cui operano.
Il rapporto tra istituzioni culturali e territorio rappresenta oggi uno dei principali nodi della riflessione museologica e delle politiche culturali europee. L’affermazione di modelli partecipativi e comunitari, l’estensione del mandato museale verso obiettivi di inclusione sociale e sostenibilità ambientale e la crescente integrazione tra politiche culturali e strategie di sviluppo locale stanno ridefinendo ruolo e funzioni dei musei contemporanei. In questo quadro, il Lazio costituisce un caso di particolare interesse: la regione ospita uno dei patrimoni culturali più densi al mondo, distribuito in territori profondamente differenziati, da Roma — polo turistico globale che nel 2023 ha trainato una crescita regionale delle presenze del +27,2% — alle province interne di Frosinone, Rieti, Latina e Viterbo, caratterizzate da marginalità geografica e spopolamento, ma al tempo stesso depositarie di patrimoni materiali e immateriali di grande valore.
Il progetto «Le Reti del Territorio» nasce con la finalità di costruire una «comunità delle reti museali» del Lazio orientata alla condivisione di policy, metodologie e strumenti di progettazione culturale tra gli undici sistemi museali regionali. La metodologia combina analisi desk, questionari ai direttori dei sistemi museali, interviste Delphi con esperti e incontri di coprogettazione con stakeholder istituzionali. La presente analisi persegue tre obiettivi principali: ricostruire il quadro normativo e di policy entro cui operano i sistemi museali laziali; analizzare criticamente il contesto socioeconomico e culturale delle province; fornire una revisione della letteratura scientifica sui temi dell’inclusione, della sostenibilità e dell’integrazione musei-territorio. Il valore innovativo del progetto risiede nella capacità di produrre dati sia aggregati a livello regionale sia disaggregati per provincia e per sistema museale, creando strumenti di policy utilizzabili concretamente dai direttori delle reti.
Quadro metodologico
L’analisi desk è condotta secondo i principi della revisione sistematica della letteratura integrata con l’analisi delle fonti statistiche istituzionali. L’impianto metodologico si articola su tre livelli: statistico-descrittivo, attraverso l’utilizzo di dati quantitativi provenienti da fonti istituzionali pubbliche e verificabili (ISTAT, MiC, Ministero del Turismo, DG-ERIC, Intesa Sanpaolo); normativo-documentale, tramite l’analisi dei principali strumenti di policy internazionale, nazionale e regionale rilevanti per il progetto, tra cui la definizione ICOM 2022, la Convenzione di Faro, i LUQV e il PNRR Cultura; teorico-scientifico, attraverso la revisione della letteratura accademica nei campi della museologia, dell’economia della cultura e della governance delle reti. La ricognizione territoriale è organizzata attorno a sei dimensioni analitiche: domanda culturale, peso del patrimonio culturale, offerta culturale, inclusione sociale, relazioni con il sistema produttivo e turismo sostenibile.
Limiti dell’analisi
L’analisi incontra due limiti principali. Il primo riguarda la scarsità di dati provinciali aggiornati sui musei non statali del Lazio: le fonti disponibili forniscono dati prevalentemente regionali o riferiti ai soli istituti statali, rendendo difficile confrontare in modo sistematico i flussi dei singoli sistemi museali. Il secondo limite riguarda la carenza di studi scientifici dedicati specificamente ai sistemi museali del Lazio extra-romano. Questa assenza, tuttavia, rafforza la rilevanza del progetto, che mira a produrre conoscenza empirica sistematica su un sistema regionale ancora poco esplorato.
Quadro normativo e di policy
1 La ridefinizione del mandato museale: ICOM 2022
La nuova definizione di museo approvata da ICOM nel 2022 rappresenta il principale riferimento teorico del progetto. Il museo viene definito come istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, aperta, accessibile e inclusiva, orientata alla sostenibilità e alla partecipazione delle comunità. Rispetto alla definizione precedente emergono tre innovazioni decisive: l’inclusività come attributo costitutivo del museo; la sostenibilità come parte integrante del mandato istituzionale; la partecipazione delle comunità come elemento strutturale della produzione di significato culturale. Il museo non è più concepito come spazio unidirezionale di trasmissione del sapere, ma come istituzione relazionale che opera insieme alle comunità.
2 Sistema Museale Nazionale, LUQV e PNRR
A livello nazionale, il Sistema Museale Nazionale costituisce il principale strumento di governance del patrimonio museale italiano. I Livelli Uniformi di Qualità definiscono gli standard minimi per l’accreditamento dei musei. I dati MiC confermano la crescita dei musei statali: nel 2023 si registrano oltre 57 milioni di visitatori e 313 milioni di euro di incassi, con una forte concentrazione sugli attrattori romani. Il PNRR Cultura ha finanziato interventi per l’eliminazione delle barriere fisiche e cognitive, la digitalizzazione del patrimonio e la rigenerazione dei piccoli siti culturali. La piattaforma «Musei Italiani» rappresenta inoltre un modello di governance digitale condivisa potenzialmente estendibile ai musei non statali.
3 La Convenzione di Faro
La Convenzione di Faro introduce il concetto di «comunità di eredità», definita come l’insieme di persone che attribuisce valore a determinati patrimoni culturali e desidera trasmetterli alle generazioni future. Il patrimonio viene interpretato come processo sociale dinamico e non soltanto come insieme di beni da conservare. Ne deriva un cambiamento epistemologico: il valore patrimoniale dipende anche dalla relazione tra comunità e patrimonio. Questa prospettiva implica una ridefinizione delle pratiche museali in chiave partecipativa e relazionale.
4 La mappa dei sistemi museali del Lazio
L’Organizzazione Museale Regionale del Lazio comprende undici sistemi museali riconosciuti: nove territoriali e due tematici. Tra i sistemi territoriali figurano SIMULABO, SISC, SIF Cultura, Sistema Museale dei Monti Lepini, MedAniene, MuseumGrandTour, Sistema delle Città di Fondazione, Musei in Comune Roma e SIMBAS; i sistemi tematici sono invece RESINA e DEMOS. La distribuzione territoriale delle reti evidenzia profonde asimmetrie: Roma concentra risorse e flussi turistici, mentre le aree interne operano in condizioni di maggiore marginalità economica e infrastrutturale.
Bibliografia essenziale
• Cataldo, L. (a cura di) (2014), Musei e territorio. Dal distretto culturale evoluto al sistema museale, FrancoAngeli, Milano.
• Consiglio d’Europa (2005), Convenzione quadro sul valore del patrimonio culturale per la società, Faro.
• Dal Pozzolo, L. (2020), Economia della cultura, Editrice Bibliografica, Milano.
• Donato, F. (2013), La gestione del patrimonio culturale, Mondadori Università, Milano.
• ICOM (2022), Museum Definition, Prague Extraordinary General Assembly.
• ISTAT (2023a), Annuario Statistico Italiano 2023, Roma.
• ISTAT (2023b), Indagine sui musei e le istituzioni similari 2022, Roma.
• ISTAT (2024a), Statistica Today: Turismo 2023, Roma.
• MiC – Direzione Generale Musei (2024), Dati ingressi e incassi musei statali 2023, Roma.
• Ministero della Cultura (2018), Livelli Uniformi di Qualità per i Musei, Roma.
• Ministero della Cultura (2021), PNRR Cultura – Missione 1 Componente 3, Roma.
• Intesa Sanpaolo (2023), Monitor dei Distretti Industriali del Lazio, Roma.