La ricerca Cawi, prevista come secondo step nel progetto di ricerca Le reti del territorio. Governance e sostenibilità dei sistemi museali del Lazio, si articola in quattro parti complementari che affrontano il tema da prospettive differenti ma strettamente connesse.
La prima parte, Valorizzare territori, coinvolgere comunità. Musei, comunità e nuove priorità culturali nel Lazio, restituisce una fotografia complessiva del campione analizzato, evidenziando orientamenti, priorità, criticità e prospettive emerse dalle risposte dei musei coinvolti nell’indagine.
La seconda parte, Territori diversi, visioni differenti. Culture museali e profili territoriali nel Lazio, rilegge gli stessi dati attraverso una prospettiva territoriale, mettendo in luce analogie e differenze tra le diverse province della regione.
La terza parte, Fare rete, generare valore. Un sistema aperto tra istituzioni culturali, operatori sociali e imprese, approfondisce il ruolo dei Sistemi Museali Regionali, analizzando come i risultati cambiano nei diversi contesti di rete.
La quarta parte, Cinque traiettorie per interpretare il cambiamento. Dai dati alle prospettive del sistema museale regionale, propone una lettura trasversale delle evidenze emerse dalla ricerca. Attraverso l’individuazione di cinque traiettorie di trasformazione, la sezione mette in relazione temi quali il radicamento territoriale dei musei, il consolidamento delle reti, le sfide della governance, la sostenibilità organizzativa e l’evoluzione delle competenze professionali, delineando possibili prospettive di sviluppo per il sistema museale regionale.
Le diverse parti saranno presentate in quattro newsletter consecutive.
Il museo come presidio culturale del territorio
La ricerca Le reti del territorio. Governance e sostenibilità dei sistemi museali del Lazio restituisce una fotografia aggiornata dei musei appartenenti ai Sistemi Museali Regionali riconosciuti dalla Regione Lazio. Attraverso 55 questionari compilati da direttori e responsabili museali, l’indagine ha analizzato funzioni prevalenti, modelli organizzativi, pratiche di gestione, relazioni territoriali e prospettive di sviluppo delle istituzioni coinvolte.
I risultati delineano un sistema museale in trasformazione, nel quale le tradizionali funzioni di tutela e conservazione del patrimonio continuano a rappresentare un riferimento fondamentale, ma si affiancano sempre più a compiti legati alla valorizzazione territoriale, al coinvolgimento delle comunità e alla costruzione di relazioni con il territorio.
Tra le funzioni oggi attribuite ai musei emerge con particolare evidenza la valorizzazione territoriale, indicata dal 63,6% dei rispondenti. Seguono la conservazione del patrimonio (49,1%) e la dimensione educativa (40%), mentre ricerca, turismo e inclusione sociale raccolgono percentuali più contenute.
Il dato suggerisce una progressiva evoluzione del ruolo del museo, sempre più percepito come presidio culturale territoriale e spazio di relazione con i pubblici e le comunità locali. Questa tendenza trova conferma anche nelle priorità dichiarate dai musei. Il coinvolgimento del pubblico rappresenta infatti la dimensione alla quale viene attribuito il più alto livello di attenzione (63,6%), seguito dalle attività di valorizzazione culturale e territoriale (58,2%). Anche la conservazione continua a occupare una posizione centrale, mentre la ricerca appare importante ma meno prioritaria rispetto alle attività rivolte ai pubblici e al territorio.
Nel complesso emerge l’immagine di un museo che amplia progressivamente il proprio raggio d’azione, integrando alle tradizionali funzioni conservative una crescente attenzione verso la partecipazione culturale, l’educazione e la costruzione di relazioni significative con le comunità locali.
Collaborazioni diffuse, risorse limitate
Le pratiche di sostenibilità sociale e di relazione con il territorio costituiscono uno degli aspetti più significativi emersi dall’indagine. Il 70,9% dei musei dichiara di sviluppare collaborazioni con enti e associazioni territoriali in modo continuativo, mentre il 65,5% realizza attività strutturate rivolte a giovani e studenti. Significativa appare anche l’attenzione verso l’accessibilità e l’inclusione, con il 43,6% dei rispondenti che dichiara di promuovere attività dedicate in misura elevata o sistematica.
Le collaborazioni più consolidate riguardano il sistema scolastico (81,4%), gli enti locali (65,1%), le università (46,5%) e le organizzazioni del terzo settore (41,9%). Molto più limitate risultano invece le relazioni con il sistema delle imprese, che coinvolgono soltanto una quota marginale dei musei partecipanti.
Accanto a questa forte integrazione territoriale emergono tuttavia alcune criticità ricorrenti. Le risorse economiche rappresentano il principale limite operativo per il 90,9% dei rispondenti, mentre il 74,5% segnala difficoltà legate alla disponibilità di personale. Più contenute, ma comunque presenti, risultano le criticità riconducibili alla governance organizzativa e alle competenze professionali.
Ne emerge un quadro caratterizzato da una forte capacità di costruire relazioni e collaborazioni territoriali, accompagnata però da condizioni organizzative spesso fragili che possono limitare la continuità e lo sviluppo delle attività.
Competenze e strumenti per il futuro
L’indagine evidenzia inoltre come la sostenibilità dei musei sia strettamente collegata alla capacità di dotarsi di strumenti adeguati di pianificazione e gestione. Il 72,7% dei musei utilizza piani annuali delle attività, mentre risultano molto meno diffusi strumenti di programmazione strategica pluriennale (10,9%) e sistemi di monitoraggio basati su indicatori di performance (9,1%). Un dato particolarmente significativo riguarda il 20% delle istituzioni che dichiara di non utilizzare alcuno strumento formalizzato di pianificazione.
Le competenze considerate maggiormente necessarie confermano questa esigenza di rafforzamento organizzativo. Il fundraising è indicato dal 70,9% dei rispondenti come una delle principali aree da sviluppare, seguito dalle competenze digitali (45,5%) e da quelle manageriali (38,2%). Le risposte aperte richiamano inoltre l’importanza crescente della progettazione europea, della pianificazione strategica, della governance, della comunicazione digitale e della capacità di costruire reti collaborative.
Accanto a queste nuove esigenze permane la centralità delle competenze scientifiche, conservative ed educative, considerate ancora fondamentali per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale.
Nel loro insieme, i dati restituiscono l’immagine di un sistema museale profondamente radicato nei territori e sempre più orientato alla relazione con le comunità. Una trasformazione che richiede nuove competenze, strumenti organizzativi più strutturati e una crescente capacità di integrare tutela, partecipazione e sviluppo culturale all’interno di una visione territoriale condivisa.
Nelle prossime due parti della ricerca questa fotografia generale verrà riletta attraverso le differenze territoriali e le dinamiche dei Sistemi Museali Regionali, offrendo ulteriori elementi di comprensione delle trasformazioni in atto.
Come si traducono queste relazioni?
Le pratiche di collaborazione e condivisione rappresentano uno degli aspetti più significativi emersi dalla ricerca. Programmazione condivisa, produzione culturale e progettazione congiunta costituiscono le forme più diffuse di cooperazione tra musei e territori, mentre risultano ancora meno sviluppati gli strumenti di integrazione organizzativa e di governance.
Nelle prossime due parti della ricerca questa fotografia generale verrà riletta attraverso le differenze territoriali e le dinamiche in and out dei Sistemi Museali Regionali.